
SRI SRI RADHA RAMANA
IL TEMPIO DI
UNA VISITA AL TEMPIO
Nel tempio di Sri Sri Radha Ramana a Medolago, l’altare si apre come un giardino sacro. Al centro dell’altare risplendono Radha e Krishna, fulcro dell’adorazione e dell’amore divino. Le forme sull’altare non sono semplici statue, ma presenze vive che incarnano l’importanza e la sacralità dell’altare stesso.
Krishna suona il Suo flauto dolce e avvolgente. Il canto del Suo Santo Nome accarezza l’anima e ci aiuta a ritrovare la gioia infinita del Suo abbraccio. Secondo la filosofia vedica, Egli è sat‐cit‐ānanda, vita eterna, piena consapevolezza e pura beatitudine.
Radha è il Suo amore più intimo, la personificazione della devozione pura, colei che conosce Krishna più di chiunque altro perché Lo ama senza condizioni. Alla loro sinistra si trovano Gauranga (Sri Chaitanya Mahaprabhu) e Nityananda. Gauranga è Krishna stesso apparso in forma umana, con il cuore colmo dell’amore di Radha, venuto in questo mondo per insegnare il canto dei santi nomi come la via più semplice e gioiosa per avvicinarci a Dio. Accanto a Lui, Nityananda è la compassione senza limiti: forte, amorevole, instancabile nel chiamare tutti a partecipare alla gioia del bhakti.
Alla destra di Radha e Krishna appaiono Jagannath, Subhadra e Baladeva. Le loro forme particolari non sono incomplete per difetto, ma manifestano l’eccesso d’amore e l’estasi divina che non può essere contenuta in forme ordinarie. Jagannath, “Signore dell’universo”, ha grandi occhi spalancati e un volto vivace e gioioso, da monello curioso e allegro, che invita tutti a sorridere e giocare con Lui. Baladeva rappresenta la forza spirituale, la stabilità, il coraggio e la devozione. Il suo aratro simboleggia la connessione con la terra e la produttività. Subhadra incarna l’energia che unisce e armonizza, la forza femminile o Shakti.
Queste diverse forme di Radha, Krishna, Gauranga, Nityananda, Jagannath, Subhadra e Baladeva sono tutte manifestazioni di un unico Dio, che assume forme diverse in epoche diverse.
“Ogni volta che in qualche luogo dell’universo la religione declina e l’irreligione avanza, o discendente di Bharata, Io vengo in persona. Discendo di era in era per liberare le persone pie, annientare i miscredenti e ristabilire i princìpi della religione.”
Bhagavad‐gītā (4.7‐8)
LE DIVINITA'






RADHA E KRISHNA
JAGANNATH BALADEVA SUBHADRA
NITAI GAURANGA
NItai (Nityananda Prabhu) e Gauranga (Chaitanya Mahaprabhu) sono considerati nel Gaudia Vaishnavismo le incarnazioni piu' misericordiose di Dio, rappresentando rispettivamente Balarama e Krishna.
Sono venerati per aver diffuso il canto dei nomi divini (canto congregazionale o sankirtan) come via per ottenere l'amore per Radha e Krishna.
Sono visti come incarnazioni della compassione e dell'amore, offrendo l'accesso diretto alla devozione suprema.
Rappresentano una triade divina unica composta da Krishna (Jagannath), suo fratello maggiore (Balarama) e la loro sorella minore (Subhadra).
Jagannath (Krishna): Considerato il "Signore dell'Universo", è la forma principale del Signore Krishna/Vishnu, rappresentato con un'icona scura.
Baladeva (Balarama): Fratello maggiore di Krishna, simboleggia la forza, la rettitudine e l'abbondanza agricola, raffigurato con un viso bianco.
Subhadra: Sorella minore di Krishna e Balarama, rappresenta compassione, armonia e nobiltà. La sua icona è di colore giallo.
Radha e Krishna rappresentano l'archetipo dell'amore divino e della devozione totale nell'induismo, simboleggiando l'anima (Radha) che cerca l'unione con il divino (Krishna) attraverso l'abbandono incondizionato (prema bhakti), un amore spirituale che trascende i vincoli terreni.
Krishna: Una divinità adorata come l'ottava incarnazione di Vishnu, incarnazione dell'amore, della gioia e della saggezza.
Radha: La consorte preferita di Krishna, simbolo della devozione più pura e del desiderio dell'anima di ricongiungersi con il divino.
Fondatore-Acarya dell'ISKCON
LA MURTI DI SRILA PRABHUPADA


La murti ritrae quasi sempre Srila Prabhupada in una postura meditativa e di profonda assorbenza spirituale. Ogni dettaglio fisico riflette una precisa attitudine interiore:
La postura seduta (Asana): Di solito è raffigurato seduto a gambe incrociate sul suo vyasasana (il seggio d'onore riservato al rappresentante di Vyasadeva). Questa posizione stabile simboleggia l'incrollabile fermezza nella Verità Assoluta e la perfetta padronanza dei sensi.
Lo sguardo e gli occhi: Gli occhi di Srila Prabhupada sono spesso socchiusi o rivolti leggermente verso il basso, assorti nella meditazione interna sui passatempi di Radha e Krishna, oppure spalancati con uno sguardo compassionevole. Per il devoto, incontrare il suo sguardo (darshan) significa essere visti dal maestro, un momento di purificazione in cui si riceve la sua misericordia visiva.
Le mani: Spesso una mano è infilata nel japa-mala bag (il sacchetto contenente la corona per il canto del mantra), a testimonianza della sua costante e incessante dedizione al Santo Nome. Altre volte, una mano tiene una penna o è appoggiata su un libro, a simboleggiare il suo immenso servizio di traduzione e commento dei testi sacri (come lo Srimad-Bhagavatam e la Bhagavad-gita), che sono il fulcro della sua eredità.
Gli abiti e i segni sacri: Indossa i semplici abiti color zafferano del sannyasi (l'ordine di rinuncia), che rappresentano il fuoco della conoscenza che brucia i desideri materiali. Sulla fronte e sul corpo è visibile il tilaka (argilla sacra), che consacra il corpo come un tempio di Vishnu.
Nella tradizione del Vaishnavismo della Gaudiya, la murti del maestro spirituale (guru) è un'estensione vivente della sua presenza, un punto di connessione trascendentale attraverso cui il discepolo può continuare a servire, offrire devozione e ricevere benedizioni.
La Guru-Parampara
La guru-parampara è la catena ininterrotta di successione disciplica attraverso cui la conoscenza spirituale viene tramandata da maestro a discepolo, senza alterazioni, speculazioni o contaminazioni temporali.
Viene spesso paragonata a una catena di persone sedute sui rami di un albero che si passano un mango maturo dall'alto verso il basso: se il passaggio avviene con cura, il frutto arriva a terra integro, perfetto e dolce così com'era all'inizio.
Nello Srimad-Bhagavatam e nella Bhagavad-gita (4.2), questo sistema è definito fondamentale: evam\ parampara-praptam ("Questa scienza suprema fu così ricevuta attraverso la successione disciplica").
Nel suono e nella forma
Nello slancio devozionale (bhakti), si comprende che il guru è presente in due modi: attraverso il vani (le sue istruzioni) e il vapu (la sua forma fisica).
Quando Srila Prabhupada ha lasciato questo mondo nel 1977, ha enfatizzato che il vani (le sue parole) è eterno.
Tuttavia, la murti offre ai devoti la grazia di relazionarsi anche con il vapu, permettendo loro di compiere il guru-puja (l'adorazione quotidiana con offerta di incenso, fiori e cibo spirituale) proprio come se lui fosse fisicamente presente a guidarli.
OGNI DOMENICA E' UNA FESTA
Vivi l'esperienza unica e indimenticabile della Festa della Domenica. Ogni settimana letture, insegnamenti, canti e danze si intrecciano per creare un'atmosfera di festa e comunione. Un'evento destinato a tutti, un'esperienza coinvolgente di gioia e condivisione per arricchire le nostre vite e celebrare con entusiasmo le antiche tradizioni vediche del movimento Hare Krishna.
Al termine della giornata verrà offerta una cena latto-vegetariana (Prasadam) a tutti i parteciparti.

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